La Vernaccia

La Vernaccia di Serrapetrona Docg e il Serrapetrona Doc sono due denominazioni contraddistinte da una fortissima identità, basata su un profondo legame con il territorio.
L’eccellenza di questi vini ottenuti da vitigno autoctono Vernaccia nera non è solo una peculiarità naturale, ma il frutto di un sapere antico che si rinnova. Gli stessi disciplinari di produzione sono tra i pochi in Italia ad imporre che non solo il vitigno autoctono e la localizzazione dei vigneti debbano rientrare nella zona di Serrapetrona, ma che anche il processo di vinificazione e d’imbottigliamento avvengano in loco.
La Vernaccia di Serrapetrona è una perla dell'enologia marchigiana tanto rara quanto antica. Documenti della fine dell’Ottocento, come l’Annuario per la Viticoltura e l’Enologia del 1893, identificano la Vernaccia Nera come miglior vitigno a bacca rossa delle Marche. Nel 1876 il "Bollettino Ampelografico" del Ministero dell'Agricoltura, sottolinea come "fin dal 1872 la Vernaccia venne dichiarata la prima delle uve colorate per fornire eccellenti vini da pasto".
Il metodo di vinificazione della Vernaccia di Serrapetrona Docg è molto particolare, ed è forse l’unico vino al mondo che prevede 3 fermentazioni e rifermentazioni successive: una parte delle uve viene vinificato al momento della vendemmia, il restante (almeno il 40% del totale, tutto a base di Vernaccia Nera) viene messo ad appassire.